Physics Without Frontiers Leads to ICTP

“My story with physics started when I was in high school,” says Marwan Najjar. He remembers his first day of physics class, when his teacher wrote three equations on the blackboard describing particle motion. “In front of these I started wondering if we can describe everything around us, if we can really capture the whole reality of the universe using mathematical equations. It was in that moment that I choose to study physics.”

Najjar was able to pursue that fascination with physics when the ICTP Physics without Frontiers program, founded by ICTP scientist Kate Shaw, organized master classes at Palestinian universities starting in 2012. It was at those classes, in 2013, that Najjar came to know about ICTP and its opportunities. “There was a virtual visit over video conference to the ATLAS control room. We talked with an Arabic researcher, who is working at CERN’s experiment,” he explains. “Then we talked about the Higgs boson during the lecture held by Dr Shaw,” he continued. In 2015, Najjar also attended the Standard Model course held by ICTP Professor Bobby Acharya in Palestine. “I really liked the well-designed syllabus and the intellectual communication that he and the ICTP have created. As a result, I did a lot of research about the ICTP Diploma program and Italy. That’s how I came here,” says Marwan, smiling.

Najjar started the ICTP Diploma program in high-energy physics in the sunny days of late summer 2016. The 23-year-old was born in Jordan to a Palestinian family, who now lives in the West Bank territories. They returned to Palestine when he was two years old. “When we moved from Jordan to Palestine we didn’t have a home” he says, “so my father went to work in the United States to allow us to have a house and study.” Najjar’s father wanted to save money for his children to go to university, which is quite expensive in Palestine.

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Canta che ti adatti

Cantando alle uova poco prima della schiusa, per segnalare l’arrivo del caldo, i diamanti mandarini aiutano i piccoli ad adattarsi alle temperature e modulare la propria crescita in risposta al clima

I diamanti mandarini (Taeniopygia guttata), conosciuti anche come diamantini, intonano un canto speciale per i loro piccoli negli ultimi giorni prima della schiusa, ma solo quando arriva il caldo. Questo influisce sulle dimensioni corporee dei nuovi nati, aiutandoli ad adattarsi alle alte temperature, ma anche sulla numerosità della loro prole. Uno studio, guidato da un team di ricerca australiano e pubblicato sulla rivista scientifica Science, mette in luce questo affascinante comportamento e mostra come i suoni emessi dai genitori abbiano funzioni specifiche e diverse. Lo studio è stato condotto proprio su questa particolare specie di uccelli diffusa in prevalenza nelle zone costiere dell’Australia orientale e meridionale, dell’Indonesia e della Tasmania.

Che varie specie di uccelli comunichino con i loro embrioni cantando (e che i piccoli possano rispondere producendo altri suoni) è stato dimostrato da tempo. La comunicazione prenatale favorisce il riconoscimento dei genitori e aiuta a sincronizzare la schiusa delle uova, migliora l’apprendimento sensoriale e le funzioni cerebrali. Ma finora non era stata considerata la possibilità che i genitori influiscano sulle capacità di comprensione dei piccoli prima della schiusa per favorirne crescita e sviluppo.

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I pirati di Silicon Valley (USA, 1999)

“Ma cosa diavolo se ne farebbe la gente comune dei computer?” qualcuno si chiede nel film I pirati di Silicon Valley, diretto da Martyn Burke e uscito per la televisione americana nel 1999.

Il primo computer di massa funzionava lampeggiando: quello che mancava era un sistema operativo, prima che un gruppo di ventenni mettesse a punto il linguaggio di programmazione con cui trasmettere i comandi. Continua a leggere I pirati di Silicon Valley (USA, 1999)

In America il primo incidente mortale con una self-driving car

È avvenuto in Florida il primo incidente mortale con un’auto a guida automatica. In assenza di una regolamentazione chiara in materia, sono aperte le indagini per stabilire di chi siano le responsabilità, se del produttore o del conducente

Climate Refugees: vittime, ma senza diritto d’asilo

Si stima che in media siano oltre 25 milioni ogni anno i migranti forzati a causa di disastri ambientali. Ancora privi di protezione, da anni la comunità internazionale discute se definirli migranti economici o rifugiati

Oggi si celebra in tutto il mondo la giornata internazionale del rifugiato, istituita nel 2001 e dedicata ad accrescere la consapevolezza su questo drammatico problema. La data, il 20 giugno, non è casuale: ricorda infatti l’anniversario dalla Convenzione delle Nazioni Unite che ha fornito la definizione e i diritti del rifugiatoe le responsabilità delle nazioni nel garantire l’asilo. Quando è stata istituita la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, nel 1948, il cambiamento climatico era però lontano dall’immaginario collettivo, e da quello dei decisori politici. Così per la Convenzione dell’ONU il rifugiato scappa da guerre e persecuzioni, da discriminazioni politiche, religiose, razziali o di nazionalità. Ma la Convenzione non contempla le vittime dei disastri ambientali (dove per vittime s’intendono i sopravvissuti).

Questo significa che conosciamo il nome e il cognome dei rifugiati politici, quindi anche il loro numero, ma non conosciamo, né possiamo calcolare il numero dei migranti forzati a causa di sconvolgimenti ambientali. Di fatto, non li possiamo neanche “chiamare” perché non hanno un nome riconosciuto.

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Il fuoriuscito (2005)

Un giovane medico entra nel mondo della ricerca scientifica nella convinzione di ampliare le proprie competenze per assolvere al meglio la missione preventiva e assistenziale della medicina. Il fascino della ricerca finirà per attrarlo e coinvolgerlo, ma dovrà presto scontrarsi con una realtà in cui il profitto conta più dei valori, che lo porterà a distaccarsene e a ritornare alla pratica clinica e d’assistenza. Il fuoriuscito (Sironi, 2005) è il sesto romanzo di Renzo Tomatis, oncologo di fama internazionale e scrittore.

L’asciutta autenticità e la minuzia di particolari della narrazione di Tomatis derivano dalla sua intensa esperienza di vita, che si rivela nella precisa semplicità con cui racconta gli avvenimenti.

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Siamo a Torino, negli anni ‘50. Il giovane medico protagonista frequenta le aule di un’università baronale, dove i cattedratici tengono strette le posizioni di potere. Dopo la laurea, arriva nelle corsie d’ospedale, accanto a bambini ammalati e dimenticati, vittime di una disuguaglianza prima sociale, poi anche sanitaria. Parte per Chicago per fare ricerca sui cancerogeni industriali e realizzare il proposito che lo aveva spinto a studiare medicina, combattere il cancro. Continua a leggere Il fuoriuscito (2005)

Strimvelis: la prima terapia genica contro l’ADA-SCID

RICERCA – Si stima che ogni anno quindici bambini in Europa nascano ammalati di ADA-SCID, una grave malattia genetica che colpisce il sistema immunitario. Dopo oltre vent’anni di ricerca, Strimvelis è la prima terapia genica ex vivo, che utilizza cellule staminali, approvata dalla Commissione Europea per trattare i pazienti affetti da ADA-SCID. Il trattamento è ora disponibile al San Raffaele di Milano, che ha messo a punto la terapia in collaborazione con GlaxoSmithKline e Fondazione Telethon.

L’ADA-SCID è una sindrome da immunodeficienza severa combinata da deficit di adenosina-deaminasi. […] 

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